Quando si può iniziare a parlare di poesia del Novecento?
Molti critici letterari hanno dato differenti e contrastanti pareri nel tracciare una linea netta di demarcazione eppure già tra la fine dell'Ottocento e la prima guerra mondiale, ci fu un decisivo cambiamento sia nel linguaggio sia nei temi ricercati.
In quegli anni, infatti, si avvertì un generale senso di disfacimento e smarrimento, soprattutto tra gli intellettuali francesi, i cui atteggiamenti vennero definiti - con una accezione negativa - con il termine di "decadente".
In base alle premesse decadentistiche il mistero della realtà può essere penetrato solo grazie all'intuizione ed alle doti interpretative e divinatorie dell'artista la cui anima, sa fondersi nell'anima universale, al servizio della quale i decadentisti posero una vita che spesso fece dell'eccesso e della trasgressione una regola. A capo del movimento fu eletto Charles Baudelaire. I decadentisti negarono all'arte ed alla poesia in particolare, ogni fine pratico. Ad esempio Rimbaud e Mallarmé, poeti decadenti, rinnegarono il linguaggio poetico tradizionale sostituendo alla descrizione l'evocazione, dissolvendo così la realtà. Il termine decadente comparve in un sonetto di Paul Verlaine, uno dei poeti maledetti che nel 1883 pubblicò "Languer".
Tale concezione della vita d'arte e culto esasperato della bellezza, generò l'estetismo decadente, nel quale confluirono l'ideale di bellezza suprema ed esagerata, il rifiuto della società borghese e dei valori di massa ad essa collegati. Il vero inizio del Decadentismo italiano si ebbe con Pascoli e D'Annunzio, anche se con posizioni ed esiti molto differenti. In Europa il movimento fu denominato infatti Simbolismo.
Il Simbolismo è una poetica in cui si procede per simboli: attraverso l’intuizione il poeta descrive nei particolari l’universale, nel finito l’infinito. All'esperienze del simbolismo si rifaceva l'ermetismo (uno dei più importanti movimenti letterari del '900), essenzialmente fiorentino e l'organo ufficiale fu la rivista Campo di Marte, diretta da Alfonso Gatto e Vasco Pratolini. Il simbolismo si espresse anche nell'arte.
Il nome "ermetico" fu usato per indicare una poesia caratterizzata da una voluta oscurità dovuta ad un procedimento analogico esasperato.Il termine ermetismo si dice che sia anche stato coniato facendo riferimento al Dio greco Ermes. Così affermatosi finì col denotare una poesia che rifiuta il grande pubblico, è destinata a pochi eletti ed è concepita come rivelazione. L'ermetismo esordì negli anni Venti e si sviluppò negli anni tra il 1935 ed il 1940. Con "ermetico" si indicò un modo apparentemente oscuro di far poesia e quegli scrittori che si mostravano non impegnati e privi di riferimenti alla realtà. Il legame tra gli ermetici è costituito dalla ricerca di una nuova poesia, gli ermetici restarono estranei alla cultura genericamente idealista del tempo e furono accusati di non essere impegnati, e di essere astratti.
Anni 70 - Il compromesso storico
Gli anni 70 videro la fine dei governi di centro-sinistra e la costante avanzata del PCI, guidato da Enrico Berlinguer. Egli proponeva l’eurocomunismo, tra socialismo democratico e comunismo sovietico. Il cosiddetto compromesso storico, era una collaborazione fra il PCI e la DC.
1978 - 16 marzo
Aldo Moro, padre del centro sinistra, preparò la formazione di un monocolore DC appoggiato esternamente dal PCI, (governo di solidarietà nazionale) guidato da Giulio Andreotti. Proprio nel giorno in cui il Parlamento avrebbe dovuto discutere il programma e votare la fiducia, un commando delle Brigate Rosse tese un agguato a Moro, che venne rapito e la sua scorta trucidata. Dopo alcune settimane fu assassinato. Interprete del desiderio della nazione di riconoscersi nella democrazia e sconfiggere il terrorismo fu Sandro Pertini, eletto presidente della Repubblica pochi mesi dopo e fu il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa a coordinare le indagini che scoprirono e spezzarono la struttura delle "Brigate Rosse".
Gli anni 80
Furono il periodo d'oro del PSI e di Bettino Craxi. Giovanni Spadolini, repubblicano, era stato nel 1981 il primo presidente del consiglio non democristiano dopo il 1945. Dopo Spadolini il Presidente Pertini affidò l'incarico a Bettino Craxi, segretario del PSI. Craxi tenne per 4 anni la presidenza del consiglio con un pentapartito (DC, PSI, PRI, PLI, PSDI) in un periodo segnato da una forte ripresa economica, ma aumentava in modo mostruoso il deficit del bilancio statale.
1992
Scatta a Milano l'inchiesta di tangentopoli sulla corruzione della classe politica. Ucciso dalla mafia in uno spaventoso attentato il giudice Giovanni Falcone.
1994
Prime elezioni politiche con il metodo maggioritario e vittoria della coalizione del centro destra.
In seguito ad un referendum popolare l'Italia diventa una repubblica. I Savoia con Umberto II sono costretti all'esilio e fu eletta anche l'assemblea costituente per redigere la nuova Costituzione. La maggioranza dei voti li ebbe la DC che era filoamericana e temeva di perdere la libertà se aderiva alla schiera sovietica (nel proprio simbolo aveva lo scudo con la scritta "libertas"). Dalla sua parte erano: industriali, timorosi delle agitazioni sociali promosse dalla sinistra, gli americani, che avrebbero sospeso gli aiuti del piano Marshall, in caso di vittoria del Fronte popolare, e la Chiesa che presentava i comunisti come atei. Poi seguiva il PSI e infine il PCI, fedeli all'unione sovietica. Scegliendo uno dei due schieramenti gli elettori avrebbero deciso anche le alleanze in politica estera, in pieno clima di guerra fredda che si ebbe anche con la scissione sindacale del 1948: i cattolici, i socialdemocratici e i repubblicani lasciarono la CGIL; i primi fondarono la CISL, gli altri la UIL.
Giuseppe Saragat uscì dal PSI di Pietro Nenni e fondò il partito socialdemocratico PSDI.
Il primo gennaio entra in vigore la costituzione. I padri costituenti vecchi e nuovi erano: Togliatti, De Gasperi, Nenni e successiva Sandro Pertini e Oscar Luigi Scalfaro.
Il 18 aprile alle prime elezioni politiche trionfa la DC di De Gasperi (’45 al ’48). Nasce l'epoca del centrismo. All’opposizione, oltre alle sinistre, vanno due formazioni di destra "nostalgiche": MSI e il Partito monarchico. I governi di centro, per eliminare il divario tra nord e sud, fecero: la riforma agraria (assegnando le terre a chi poteva lavorarle) e la Cassa per il mezzogiorno (fondi e finanziamenti al sud) ma non si raggiunsero gli obiettivi.
1954
Il nuovo segretario della DC fu Amintore Fanfani (54-59).
La denuncia dei crimini di Stalin - il rapporto Krusciov del 1956 - e la successiva repressione della rivolta ungherese avevano indebolito il PC da cui uscirono numerosi militanti e intellettuali in segno di protesta e i socialisti ruppero l’alleanza. Questa spaccatura rendeva il PSI un possibile alleato della DC. Per arrivare a un governo di centrosinistra, Fanfani doveva vincere molte resistenze: quella del mondo della finanza e dell’industria, che temeva la sinistra in genere e il suo intervento regolatore nell’economia; quella della Chiesa e dei conservatori della DC. Tutte queste opposizioni 59 fecero cadere il governo Fanfani.
1962
Inizia l'alleanza fra la DC e il PS di Aldo Moro, guidato da Fanfani (62-68).
Giovanni XXIII (Papa Roncalli, era a favore dell'uguaglianza e della pace in terra) inaugura il Concilio ecumenico Vaticano II che ridefinì i compiti della Chiesa, portato a termine da Paolo VI. Il centrosinistra governò l’Italia fino al 1968 e riuscì a realizzare alcune importanti riforme: nazionalizzazione dell’industria elettrica, riforma della scuola media, con obbligo scolastico fino a 14 anni.
Successivamente si avrà il così detto boom economico, fino agli anni'60 che cambiò le abitudini della società, come: aumento dei consumi stimolati dalla televisione, diviene importante lo status-symbol (in Italia è il periodo della Vespa della Piaggio e della 600 della FIAT) e nascono nuove abitudini come le vacanze di massa. Altra grande novità dei primi anni Sessanta fu il profondo rinnovamento della Chiesa cattolica e le contestazioni studentesche della fine degli anni 60 che portarono a un nuovo periodo di crisi politica, sociale ed economica. Anche la famiglia mutò profondamente, in Italia nel 1974 si ebbe il referendum sul divorzio e il movimento femminista fece un passo avanti per la parità tra uomo e donna con l’approvazione del nuovo diritto di famiglia nel 1975, e nel 1978 ottenne la legge sull’aborto.
Fine anni 60
Caratterizzato da un forte movimento di contestazione studentesca (partito dalla protesta contro la guerra nel Vietnam, il pacifismo giovanile americano si era trasformato in un rifiuto più generale dei valori del consumismo e il mito del benessere con centro delle contestazioni le università) ma anche dal movimento femminista che chiedeva la parità di diritti e la fine delle discriminazioni.
La primavera di Praga vide le lotte studentesche contro il modello sovietico: furono represse con i carri armati russi.
Il maggio francese vide le contestazioni violente, da parte degli studenti, del sistema politico ed economico, con episodi di guerriglia urbana.
1968
Sulla scia di analoghi movimenti statunitensi ed europei inizia anche in Italia il periodo della contestazione; contestando i metodi di insegnamento autoritari, il sistema scolastico selettivo, e chiedevano la possibilità di organizzare assemblee, di partecipare alle scelte educative, e il diritto allo studio per tutti. Nacquero i primi gruppi extraparlamentari di sinistra (Lotta Continua, Potere Operaio) che collegavano le lotte studentesche alle lotte operaie, con intenti dichiaratamente rivoluzionari. Il Sessantotto diede inizio a un periodo di crisi politica, sociale ed economica che durò per tutti gli anni Settanta
1969
Rivendicazioni operaie: autunno caldo. Il lungo periodo del terrorismo italiano ebbe inizio il 25 aprile del 69 con la bomba esplosa alla fiera di Milano poi una bomba esplosa in piazza Fontana. Non furono rivendicati altri sanguinosi episodi, come i due attentati del 1974 in piazza della Loggia a Brescia e sul treno Italicus; o come la strage alla stazione di Bologna nell’agosto 1980.
Anni di piombo (76 al 81) Strategia della tensione
I più famosi divennero le "Brigate Rosse", con "Prima linea" e i NAR, "Nuclei armati rivoluzionari".
Nel ’36 Asse Roma-Berlino
Il conflitto cominciò nel settembre 1939 con l'invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, allargatosi progressivamente con l'entrata in guerra di Gran Bretagna, Francia, Italia, Unione Sovietica, Giappone, Stati Uniti e altri paesi, europei e non. Si concluse in Europa l'8 maggio 1945 con la resa incondizionata del Terzo Reich e nell'area del Pacifico il 15 agosto dello stesso anno con la capitolazione dell'Impero giapponese che subì pochi giorni prima gli unici due bombardamenti atomici della storia. Continua a leggere gli approfondimenti su Wikipedia.
Nel luglio del ’43 arresto di Mussolini





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