La fama di autori come Pascoli (1855-1912), Carducci (1835-1907) e D’Annunzio (1863-1938) é molto diffusa, ma nelle loro opere si avverte solo qualche segno di rinnovamento rispetto alle correnti del Novecento. Pascoli e D’Annunzio sono esponenti del Decadentismo italiano, anche se con posizioni ed esiti molto differenti. In generale viene rinnegato il linguaggio poetico tradizionale sostituendo alla descrizione l'evocazione, dissolvendo così la realtà. Ma il cambiamento più evidente nel Novecento si ha con l'Ermetismo e il Neorealismo.
All’inizio del Novecento si affermarono due autori Luigi Pirandello (1867 - 1934) e Italo Svevo (1861 - 1928) nelle cui opere si avvertiva la ricerca di una risposta al perché della vita dell’uomo talvolta costretta in condizioni difficili. Nelle novelle viene rappresentato il ceto medio borghese, spesso il romanzo non ha un ordine cronologico ne é orientato verso una fine.
Con l’Ermetismo si formò un gruppo di poeti e critici letterari che elaborarono un preciso programma poetico, richiamandosi all’opera di Ungaretti (1888-1970), e, in minor misura, di Montale (1896-1981). Si tratta di un orientamento nettamente antirealistico, che determina l’uso di un linguaggio difficile e pretenzioso, lontanissimo dall’uso comune.
Molti critici del tempo, tra cui Benedetto Croce (1866-1952), rimproveravano agli Ermetici il loro distacco dalla realtà, la perdita di controllo col pubblico, la loro apparentemente rinuncia a comunicare; ma questi atteggiamenti non sono altro che il riflesso della condizione d’isolamento vissuta da molti intellettuali durante il fascismo.
Ungaretti é considerato il maggior rappresentante di questo nuovo indirizzo della poesia italiana, che fin dall’inizio é stato oggetto di critiche e di incomprensioni, soprattutto a causa delle difficoltà interpretative che pone al lettore.
Quando si può iniziare a parlare di poesia del Novecento?
Molti critici letterari hanno dato differenti e contrastanti pareri nel tracciare una linea netta di demarcazione eppure già tra la fine dell'Ottocento e la prima guerra mondiale, ci fu un decisivo cambiamento sia nel linguaggio sia nei temi ricercati.
In quegli anni, infatti, si avvertì un generale senso di disfacimento e smarrimento, soprattutto tra gli intellettuali francesi, i cui atteggiamenti vennero definiti - con una accezione negativa - con il termine di "decadente".
In base alle premesse decadentistiche il mistero della realtà può essere penetrato solo grazie all'intuizione ed alle doti interpretative e divinatorie dell'artista la cui anima, sa fondersi nell'anima universale, al servizio della quale i decadentisti posero una vita che spesso fece dell'eccesso e della trasgressione una regola. A capo del movimento fu eletto Charles Baudelaire. I decadentisti negarono all'arte ed alla poesia in particolare, ogni fine pratico. Ad esempio Rimbaud e Mallarmé, poeti decadenti, rinnegarono il linguaggio poetico tradizionale sostituendo alla descrizione l'evocazione, dissolvendo così la realtà. Il termine decadente comparve in un sonetto di Paul Verlaine, uno dei poeti maledetti che nel 1883 pubblicò "Languer".
Tale concezione della vita d'arte e culto esasperato della bellezza, generò l'estetismo decadente, nel quale confluirono l'ideale di bellezza suprema ed esagerata, il rifiuto della società borghese e dei valori di massa ad essa collegati. Il vero inizio del Decadentismo italiano si ebbe con Pascoli e D'Annunzio, anche se con posizioni ed esiti molto differenti. In Europa il movimento fu denominato infatti Simbolismo.
Il Simbolismo è una poetica in cui si procede per simboli: attraverso l’intuizione il poeta descrive nei particolari l’universale, nel finito l’infinito. All'esperienze del simbolismo si rifaceva l'ermetismo (uno dei più importanti movimenti letterari del '900), essenzialmente fiorentino e l'organo ufficiale fu la rivista Campo di Marte, diretta da Alfonso Gatto e Vasco Pratolini. Il simbolismo si espresse anche nell'arte.
Il nome "ermetico" fu usato per indicare una poesia caratterizzata da una voluta oscurità dovuta ad un procedimento analogico esasperato.Il termine ermetismo si dice che sia anche stato coniato facendo riferimento al Dio greco Ermes. Così affermatosi finì col denotare una poesia che rifiuta il grande pubblico, è destinata a pochi eletti ed è concepita come rivelazione. L'ermetismo esordì negli anni Venti e si sviluppò negli anni tra il 1935 ed il 1940. Con "ermetico" si indicò un modo apparentemente oscuro di far poesia e quegli scrittori che si mostravano non impegnati e privi di riferimenti alla realtà. Il legame tra gli ermetici è costituito dalla ricerca di una nuova poesia, gli ermetici restarono estranei alla cultura genericamente idealista del tempo e furono accusati di non essere impegnati, e di essere astratti.
Anni 70 - Il compromesso storico
Gli anni 70 videro la fine dei governi di centro-sinistra e la costante avanzata del PCI, guidato da Enrico Berlinguer. Egli proponeva l’eurocomunismo, tra socialismo democratico e comunismo sovietico. Il cosiddetto compromesso storico, era una collaborazione fra il PCI e la DC.
1978 - 16 marzo
Aldo Moro, padre del centro sinistra, preparò la formazione di un monocolore DC appoggiato esternamente dal PCI, (governo di solidarietà nazionale) guidato da Giulio Andreotti. Proprio nel giorno in cui il Parlamento avrebbe dovuto discutere il programma e votare la fiducia, un commando delle Brigate Rosse tese un agguato a Moro, che venne rapito e la sua scorta trucidata. Dopo alcune settimane fu assassinato. Interprete del desiderio della nazione di riconoscersi nella democrazia e sconfiggere il terrorismo fu Sandro Pertini, eletto presidente della Repubblica pochi mesi dopo e fu il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa a coordinare le indagini che scoprirono e spezzarono la struttura delle "Brigate Rosse".
Gli anni 80
Furono il periodo d'oro del PSI e di Bettino Craxi. Giovanni Spadolini, repubblicano, era stato nel 1981 il primo presidente del consiglio non democristiano dopo il 1945. Dopo Spadolini il Presidente Pertini affidò l'incarico a Bettino Craxi, segretario del PSI. Craxi tenne per 4 anni la presidenza del consiglio con un pentapartito (DC, PSI, PRI, PLI, PSDI) in un periodo segnato da una forte ripresa economica, ma aumentava in modo mostruoso il deficit del bilancio statale.
1992
Scatta a Milano l'inchiesta di tangentopoli sulla corruzione della classe politica. Ucciso dalla mafia in uno spaventoso attentato il giudice Giovanni Falcone.
1994
Prime elezioni politiche con il metodo maggioritario e vittoria della coalizione del centro destra.
In seguito ad un referendum popolare l'Italia diventa una repubblica. I Savoia con Umberto II sono costretti all'esilio e fu eletta anche l'assemblea costituente per redigere la nuova Costituzione. La maggioranza dei voti li ebbe la DC che era filoamericana e temeva di perdere la libertà se aderiva alla schiera sovietica (nel proprio simbolo aveva lo scudo con la scritta "libertas"). Dalla sua parte erano: industriali, timorosi delle agitazioni sociali promosse dalla sinistra, gli americani, che avrebbero sospeso gli aiuti del piano Marshall, in caso di vittoria del Fronte popolare, e la Chiesa che presentava i comunisti come atei. Poi seguiva il PSI e infine il PCI, fedeli all'unione sovietica. Scegliendo uno dei due schieramenti gli elettori avrebbero deciso anche le alleanze in politica estera, in pieno clima di guerra fredda che si ebbe anche con la scissione sindacale del 1948: i cattolici, i socialdemocratici e i repubblicani lasciarono la CGIL; i primi fondarono la CISL, gli altri la UIL.
Giuseppe Saragat uscì dal PSI di Pietro Nenni e fondò il partito socialdemocratico PSDI.
Il primo gennaio entra in vigore la costituzione. I padri costituenti vecchi e nuovi erano: Togliatti, De Gasperi, Nenni e successiva Sandro Pertini e Oscar Luigi Scalfaro.
Il 18 aprile alle prime elezioni politiche trionfa la DC di De Gasperi (’45 al ’48). Nasce l'epoca del centrismo. All’opposizione, oltre alle sinistre, vanno due formazioni di destra "nostalgiche": MSI e il Partito monarchico. I governi di centro, per eliminare il divario tra nord e sud, fecero: la riforma agraria (assegnando le terre a chi poteva lavorarle) e la Cassa per il mezzogiorno (fondi e finanziamenti al sud) ma non si raggiunsero gli obiettivi.
1954
Il nuovo segretario della DC fu Amintore Fanfani (54-59).
La denuncia dei crimini di Stalin - il rapporto Krusciov del 1956 - e la successiva repressione della rivolta ungherese avevano indebolito il PC da cui uscirono numerosi militanti e intellettuali in segno di protesta e i socialisti ruppero l’alleanza. Questa spaccatura rendeva il PSI un possibile alleato della DC. Per arrivare a un governo di centrosinistra, Fanfani doveva vincere molte resistenze: quella del mondo della finanza e dell’industria, che temeva la sinistra in genere e il suo intervento regolatore nell’economia; quella della Chiesa e dei conservatori della DC. Tutte queste opposizioni 59 fecero cadere il governo Fanfani.
1962
Inizia l'alleanza fra la DC e il PS di Aldo Moro, guidato da Fanfani (62-68).
Giovanni XXIII (Papa Roncalli, era a favore dell'uguaglianza e della pace in terra) inaugura il Concilio ecumenico Vaticano II che ridefinì i compiti della Chiesa, portato a termine da Paolo VI. Il centrosinistra governò l’Italia fino al 1968 e riuscì a realizzare alcune importanti riforme: nazionalizzazione dell’industria elettrica, riforma della scuola media, con obbligo scolastico fino a 14 anni.
Successivamente si avrà il così detto boom economico, fino agli anni'60 che cambiò le abitudini della società, come: aumento dei consumi stimolati dalla televisione, diviene importante lo status-symbol (in Italia è il periodo della Vespa della Piaggio e della 600 della FIAT) e nascono nuove abitudini come le vacanze di massa. Altra grande novità dei primi anni Sessanta fu il profondo rinnovamento della Chiesa cattolica e le contestazioni studentesche della fine degli anni 60 che portarono a un nuovo periodo di crisi politica, sociale ed economica. Anche la famiglia mutò profondamente, in Italia nel 1974 si ebbe il referendum sul divorzio e il movimento femminista fece un passo avanti per la parità tra uomo e donna con l’approvazione del nuovo diritto di famiglia nel 1975, e nel 1978 ottenne la legge sull’aborto.
Fine anni 60
Caratterizzato da un forte movimento di contestazione studentesca (partito dalla protesta contro la guerra nel Vietnam, il pacifismo giovanile americano si era trasformato in un rifiuto più generale dei valori del consumismo e il mito del benessere con centro delle contestazioni le università) ma anche dal movimento femminista che chiedeva la parità di diritti e la fine delle discriminazioni.
La primavera di Praga vide le lotte studentesche contro il modello sovietico: furono represse con i carri armati russi.
Il maggio francese vide le contestazioni violente, da parte degli studenti, del sistema politico ed economico, con episodi di guerriglia urbana.
1968
Sulla scia di analoghi movimenti statunitensi ed europei inizia anche in Italia il periodo della contestazione; contestando i metodi di insegnamento autoritari, il sistema scolastico selettivo, e chiedevano la possibilità di organizzare assemblee, di partecipare alle scelte educative, e il diritto allo studio per tutti. Nacquero i primi gruppi extraparlamentari di sinistra (Lotta Continua, Potere Operaio) che collegavano le lotte studentesche alle lotte operaie, con intenti dichiaratamente rivoluzionari. Il Sessantotto diede inizio a un periodo di crisi politica, sociale ed economica che durò per tutti gli anni Settanta
1969
Rivendicazioni operaie: autunno caldo. Il lungo periodo del terrorismo italiano ebbe inizio il 25 aprile del 69 con la bomba esplosa alla fiera di Milano poi una bomba esplosa in piazza Fontana. Non furono rivendicati altri sanguinosi episodi, come i due attentati del 1974 in piazza della Loggia a Brescia e sul treno Italicus; o come la strage alla stazione di Bologna nell’agosto 1980.
Anni di piombo (76 al 81) Strategia della tensione
I più famosi divennero le "Brigate Rosse", con "Prima linea" e i NAR, "Nuclei armati rivoluzionari".
Nel ’36 Asse Roma-Berlino
Il conflitto cominciò nel settembre 1939 con l'invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, allargatosi progressivamente con l'entrata in guerra di Gran Bretagna, Francia, Italia, Unione Sovietica, Giappone, Stati Uniti e altri paesi, europei e non. Si concluse in Europa l'8 maggio 1945 con la resa incondizionata del Terzo Reich e nell'area del Pacifico il 15 agosto dello stesso anno con la capitolazione dell'Impero giapponese che subì pochi giorni prima gli unici due bombardamenti atomici della storia. Continua a leggere gli approfondimenti su Wikipedia.
Nel luglio del ’43 arresto di Mussolini
Gli austro-ungarici fermarono gli attacchi in attesa della primavera del 1918 ma, con i popoli dell'impero asburgico sull'orlo della rivoluzione, l'Italia anticipò l'offensiva prevista e da Vittorio Veneto, attaccarono il 23 ottobre 1919. Il 29 ottobre l'Austria-Ungheria si arrese. Il 3 novembre, a Villa Giusti, presso Padova l'esercito dell'Impero firmò l'armistizio.
La percezione della guerra nel 1914 era quasi romantica, e la sua dichiarazione venne accolta con grande entusiasmo da molte persone. La visione comune era che sarebbe stata una breve guerra di manovre, con poche azioni e invece fu guerra di trincea. Si usarano gas al cloro, i primi carriarmati, mitragliatrici e lanciafiamme, i sottomarini tedesci (U-Boot) che affondarono il transatlantico Lusitania americano (provocando l'ingresso degli US il 6 aprile 1917 con Presidente Woodrom Wilson e tenente colonnello Patton).
L'insoddisfazione nei confronti della condotta di guerra del governo russo crebbe e portò alla rivolta e le dimostrazioni di San Pietroburgo (ribattezzata Pietrogrado per abbandonare il toponimo germanico) culminarono con l'abdicazione di Nicola II. Il malcontento venne usato strategicamente dal Partito Bolscevico, guidato da Vladimir Lenin, allo scopo di prendere il potere.
META' 800
1862 Urbano Rattazzi
Agostino Depretis 1876
1887 Francesco Crispi Per comprendere il tipo di produzione artistica e in particolare letteraria, del nostro Novecento, è importante conoscere il quadro storico-politico non solo di quegli anni di grandi mutamenti, ma anche dell'800 italiano. In quel secolo, infatti, l'Italia riesce a ottenere finalmente l'indipendenza dallo straniero e a maturare un'identità di Stato.
In quegli anni si formano le grandi alleanze che porteranno agli schieramenti contrapposti durante le due guerre mondiali e si getteranno le basi dei principi costituzionali.
Nell'800 i poeti e letterari che provenivano da esperienze illuministe (dove dominava l'intelletto sul sentimento ed aleggia un compiacimento neoclassico) iniziarono con l'interpretare le aspirazioni e le idee dei lettori/delle masse. Più che sulla scienza, come era accaduto nel secolo precedente, l'attenzione si sposta sulle volontà del popolo, sulla sua condizione sociale. I fervori, letterari e non solo, si sviluppano a partire dalla Germania. Si inizia a parlare di patriottismo, eroismo, sentimentalismo.
Al Romanticismo seguirà un movimento più crudo e di denuncia sociale quale il Realismo.
'800 - INIZIO SECOLO Il Risorgimento

Fu solo grazie a Cavour e la Guerra di Crimea che la situazione di frammentazione e assoggettazione dell'Italia viene alla luce (offre l'alleanza del Piemonte alle grandi potenze Francia e Gran Bretagna che combattevano contro la Russia, che tentava di espandersi nella penisola balcanica).
Garibaldi fremeva per ottenere qualche risultato e organizza lo sbarco a Marsala. Garibaldi, fermato, fece dono a Vittorio Emanuele II del sud Italia, portando così ad una parziale riunificazione della penisola. Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II venne proclamato Re d'Italia, nello stesso anno morì Cavour.




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