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Categorie Un po' di storia...

Beppe Grillo all'EuroParlamento

di marghette (22/01/2008 - 11:42) |

 

Poetica del 900

di marghette (01/11/2004 - 10:50) |

La fama di autori come Pascoli (1855-1912), Carducci (1835-1907) e D’Annunzio (1863-1938) é molto diffusa, ma nelle loro opere si avverte solo qualche segno di rinnovamento rispetto alle correnti del Novecento. Pascoli e D’Annunzio sono esponenti del Decadentismo italiano, anche se con posizioni ed esiti molto differenti. In generale viene rinnegato il linguaggio poetico tradizionale sostituendo alla descrizione l'evocazione, dissolvendo così la realtà. Ma il cambiamento più evidente nel Novecento si ha con l'Ermetismo e il Neorealismo.

All’inizio del Novecento si affermarono due autori Luigi Pirandello (1867 - 1934) e Italo Svevo (1861 - 1928) nelle cui opere si avvertiva la ricerca di una risposta al perché della vita dell’uomo talvolta costretta in condizioni difficili. Nelle novelle viene rappresentato il ceto medio borghese, spesso il romanzo non ha un ordine cronologico ne é orientato verso una fine.
Con l’Ermetismo si formò un gruppo di poeti e critici letterari che elaborarono un preciso programma poetico, richiamandosi all’opera di Ungaretti (1888-1970), e, in minor misura, di Montale (1896-1981). Si tratta di un orientamento nettamente antirealistico, che determina l’uso di un linguaggio difficile e pretenzioso, lontanissimo dall’uso comune.

Molti critici del tempo, tra cui Benedetto Croce (1866-1952), rimproveravano agli Ermetici il loro distacco dalla realtà, la perdita di controllo col pubblico, la loro apparentemente rinuncia a comunicare; ma questi atteggiamenti non sono altro che il riflesso della condizione d’isolamento vissuta da molti intellettuali durante il fascismo.

Ungaretti é considerato il maggior rappresentante di questo nuovo indirizzo della poesia  italiana, che fin dall’inizio é stato oggetto di critiche e di incomprensioni, soprattutto a causa delle difficoltà interpretative che pone al lettore.

Dove comincia la poesia del 900?

di marghette (15/10/2004 - 11:10) |

Quando si può iniziare a parlare di poesia del Novecento?

Molti critici letterari hanno dato differenti e contrastanti pareri nel tracciare una linea netta di demarcazione eppure già tra la fine dell'Ottocento e la prima guerra mondiale, ci fu un decisivo cambiamento sia nel linguaggio sia nei temi ricercati.
In quegli anni, infatti, si avvertì un generale senso di disfacimento e smarrimento, soprattutto tra gli intellettuali francesi, i cui atteggiamenti vennero definiti - con una accezione negativa - con il termine di "decadente".
In base alle premesse decadentistiche il mistero della realtà può essere penetrato solo grazie all'intuizione ed alle doti interpretative e divinatorie dell'artista la cui anima, sa fondersi nell'anima universale, al servizio della quale i decadentisti posero una vita che spesso fece dell'eccesso e della trasgressione una regola. A capo del movimento fu eletto Charles Baudelaire. I decadentisti negarono all'arte ed alla poesia in particolare, ogni fine pratico. Ad esempio Rimbaud e Mallarmé, poeti decadenti, rinnegarono il linguaggio poetico tradizionale sostituendo alla descrizione l'evocazione, dissolvendo così la realtà. Il termine decadente comparve in un sonetto di Paul Verlaine, uno dei poeti maledetti che nel 1883 pubblicò "Languer".

Tale concezione della vita d'arte e culto esasperato della bellezza, generò l'estetismo decadente, nel quale confluirono l'ideale di bellezza suprema ed esagerata, il rifiuto della società borghese e dei valori di massa ad essa collegati. Il vero inizio del Decadentismo italiano si ebbe con Pascoli e D'Annunzio, anche se con posizioni ed esiti molto differenti. In Europa il movimento fu denominato infatti Simbolismo.

Il Simbolismo è una poetica in cui si procede per simboli: attraverso l’intuizione il poeta descrive nei particolari l’universale, nel finito l’infinito. All'esperienze del simbolismo si rifaceva l'ermetismo (uno dei più importanti movimenti letterari del '900), essenzialmente fiorentino e l'organo ufficiale fu la rivista Campo di Marte, diretta da Alfonso Gatto e Vasco Pratolini. Il simbolismo si espresse anche nell'arte.

Il nome "ermetico" fu usato per indicare una poesia caratterizzata da una voluta oscurità dovuta ad un procedimento analogico esasperato.Il termine ermetismo si dice che sia anche stato coniato facendo riferimento al Dio greco Ermes. Così affermatosi finì col denotare una poesia che rifiuta il grande pubblico, è destinata a pochi eletti ed è concepita come rivelazione. L'ermetismo esordì negli anni Venti e si sviluppò negli anni tra il 1935 ed il 1940. Con "ermetico" si indicò un modo apparentemente oscuro di far poesia e quegli scrittori che si mostravano non impegnati e privi di riferimenti alla realtà. Il legame tra gli ermetici è costituito dalla ricerca di una nuova poesia, gli ermetici restarono estranei alla cultura genericamente idealista del tempo e furono accusati di non essere impegnati, e di essere astratti.

I nostri giorni

di marghette (15/10/2004 - 09:00) |

Anni 70 - Il compromesso storico
Gli anni 70 videro la fine dei governi di centro-sinistra e la costante avanzata del PCI, guidato da Enrico Berlinguer. Egli proponeva l’eurocomunismo, tra socialismo democratico e comunismo sovietico. Il cosiddetto compromesso storico, era una collaborazione fra il PCI e la DC.
1978 - 16 marzo
Aldo Moro, padre del centro sinistra, preparò la formazione di un monocolore DC appoggiato esternamente dal PCI, (governo di solidarietà nazionale) guidato da Giulio Andreotti. Proprio nel giorno in cui il Parlamento avrebbe dovuto discutere il programma e votare la fiducia, un commando delle Brigate Rosse tese un agguato a Moro, che venne rapito e la sua scorta trucidata. Dopo alcune settimane fu assassinato. Interprete del desiderio della nazione di riconoscersi nella democrazia e sconfiggere il terrorismo fu Sandro Pertini, eletto presidente  della Repubblica pochi mesi dopo e fu il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa a coordinare le indagini che scoprirono e spezzarono la struttura delle "Brigate Rosse".
Gli anni 80
Furono il periodo d'oro del PSI e di Bettino Craxi. Giovanni Spadolini, repubblicano, era stato nel 1981 il primo presidente del consiglio non democristiano dopo il 1945. Dopo Spadolini il Presidente Pertini affidò l'incarico a Bettino Craxi, segretario del PSI.
Craxi tenne per 4 anni la presidenza del consiglio con un pentapartito (DC, PSI, PRI, PLI, PSDI) in un periodo segnato da una forte ripresa economica, ma aumentava in modo mostruoso il deficit del bilancio statale.
1992
Scatta a Milano l'inchiesta di tangentopoli sulla corruzione della classe politica. Ucciso dalla mafia in uno spaventoso attentato il giudice Giovanni Falcone.
1994
Prime elezioni politiche con il metodo maggioritario e vittoria della coalizione del centro destra.

Verso i nostri giorni

di marghette (14/10/2004 - 15:38) |

1946
In seguito ad un referendum popolare l'Italia diventa una repubblica. I Savoia con Umberto II sono costretti all'esilio e fu eletta anche l'assemblea costituente per redigere la nuova Costituzione. La maggioranza dei voti li ebbe la DC che era filoamericana e temeva di perdere la libertà se aderiva alla schiera sovietica (nel proprio simbolo aveva lo scudo con la scritta "libertas"). Dalla sua parte erano: industriali, timorosi delle agitazioni sociali promosse dalla sinistra, gli americani, che avrebbero sospeso gli aiuti del piano Marshall, in caso di vittoria del Fronte popolare, e la Chiesa che presentava i comunisti come atei. P
oi seguiva il PSI e infine il PCI, fedeli all'unione sovietica. Scegliendo uno dei due schieramenti gli elettori avrebbero deciso anche le alleanze in politica estera, in pieno clima di guerra fredda che si ebbe anche con la scissione sindacale del 1948: i cattolici, i socialdemocratici e i repubblicani lasciarono la CGIL; i primi fondarono la CISL, gli altri la UIL.
1947
Giuseppe Saragat uscì dal PSI di Pietro Nenni e fondò il partito socialdemocratico PSDI.
1948 epoca del centrismo
Il primo gennaio
entra in vigore la costituzione. I padri costituenti vecchi e nuovi erano: Togliatti, De Gasperi, Nenni e successiva Sandro Pertini e Oscar Luigi Scalfaro.
Il 18 aprile alle prime elezioni politiche trionfa la DC di De Gasperi (’45 al ’48). Nasce l'epoca del centrismo. All’opposizione, oltre alle sinistre, vanno due formazioni di destra "nostalgiche": MSI e il Partito monarchico. I governi di centro, per eliminare
il divario tra nord e sud, fecero: la riforma agraria (assegnando le terre a chi poteva lavorarle) e la Cassa per il mezzogiorno (fondi e finanziamenti al sud) ma non si raggiunsero gli obiettivi.
1954
Il nuovo segretario della DC fu Amintore Fanfani (54-59).
La denuncia dei crimini di Stalin - il rapporto Krusciov del 1956 - e la successiva repressione della rivolta ungherese avevano indebolito il PC da cui uscirono numerosi militanti e intellettuali in segno di protesta e i socialisti ruppero l’alleanza. Questa spaccatura rendeva il PSI un possibile alleato della DC. Per arrivare a un governo di centrosinistra, Fanfani doveva vincere molte resistenze: quella del mondo della finanza e dell’industria, che temeva la sinistra in genere e il suo intervento regolatore nell’economia; quella della Chiesa e dei conservatori della DC. Tutte queste opposizioni 59 fecero cadere il governo Fanfani.
1962
Inizia l'alleanza fra la DC e il PS di Aldo Moro, guidato da Fanfani (62-68).
Giovanni XXIII (Papa Roncalli, era a favore dell'uguaglianza e della pace in terra) inaugura il Concilio ecumenico Vaticano II che ridefinì i compiti della Chiesa, portato a termine da Paolo VI. 
Il centrosinistra governò l’Italia fino al 1968 e riuscì a realizzare alcune importanti riforme: nazionalizzazione dell’industria elettrica, riforma della scuola media, con obbligo scolastico fino a 14 anni.

Successivamente si avrà il così detto boom economico, fino agli anni'60 che cambiò le abitudini della società, come: aumento dei consumi stimolati dalla televisione, diviene importante lo status-symbol (in Italia è il periodo della Vespa della Piaggio e della 600 della FIAT) e nascono nuove abitudini come le vacanze di massa. Altra grande novità dei primi anni Sessanta fu il profondo rinnovamento della Chiesa cattolica e le contestazioni studentesche della fine degli anni 60 che portarono a un nuovo periodo di crisi politica, sociale ed economica. Anche la famiglia mutò profondamente, in Italia nel 1974 si ebbe il referendum sul divorzio e il movimento femminista fece un passo avanti per la parità tra uomo e donna con l’approvazione del nuovo diritto di famiglia nel 1975, e nel 1978 ottenne la legge sull’aborto.


Fine anni 60
Caratterizzato da u
n forte movimento di contestazione studentesca (partito dalla protesta contro la guerra nel Vietnam, il pacifismo giovanile americano si era trasformato in un rifiuto più generale dei valori del consumismo e il mito del benessere con centro delle contestazioni le università) ma anche dal movimento femminista che chiedeva la parità di diritti e la fine delle discriminazioni.
La primavera di Praga vide le lotte studentesche contro il modello sovietico: furono represse con i carri armati russi.
Il maggio francese vide le contestazioni violente, da parte degli studenti, del sistema politico ed economico, con episodi di guerriglia urbana.
1968
Sulla scia di analoghi movimenti statunitensi ed europei inizia anche in Italia il periodo della contestazione;
contestando i metodi di insegnamento autoritari, il sistema scolastico selettivo, e chiedevano la possibilità di organizzare assemblee, di partecipare alle scelte educative, e il diritto allo studio per tutti. Nacquero i primi gruppi extraparlamentari di sinistra (Lotta Continua, Potere Operaio) che collegavano le lotte studentesche alle lotte operaie, con intenti dichiaratamente rivoluzionari. Il Sessantotto diede inizio a un periodo di crisi politica, sociale ed economica che durò per tutti gli anni Settanta
1969
Rivendicazioni operaie: autunno caldo. Il lungo periodo del terrorismo italiano ebbe inizio il 25 aprile del 69 con la bomba esplosa alla fiera di Milano poi una bomba esplosa in piazza Fontana. Non furono rivendicati altri sanguinosi episodi, come i due attentati del 1974 in piazza della Loggia a Brescia e sul treno Italicus; o come la strage alla stazione di Bologna nell’agosto 1980.
Anni di piombo (76 al 81) Strategia della tensione
I più famosi divennero le "Brigate Rosse", con "Prima linea" e i NAR, "Nuclei armati rivoluzionari". 

Novecento, secolo di grandi mutamenti

di marghette (12/10/2004 - 12:18) |

Primi del Novecento


Verso la fine dell'800 e gli inizi dell'900, le campagne colonialiste spingono alla conoscenza di nuove culture e si diffonde, soprattutto in Francia, l'orientalismo ovvero il gusto per l'esotico manifestato soprattuto nell'arte e nell'arredamento. Ma gli inizi dell'900 vedono anche un forte sviluppo industriale che porterà a false illusioni ed entusiasmi (nascita del positivismo) ai quali verrranno presto a contrapporsi i romantici (movimento diffuso soprattutto in Germania) e i simbolisti, che dopo la crisi economica e la prima guerra mondiale, rifuggono la razionalità rifugiandosi nel sogno.
Il primo decennio del novecento, all'insegna dello sviluppo industriale, porterà alla crescita della classe operaia e alla nascita del partito socialista. Aumenta inoltre il fenomeno dell'emigrazione verso il nord e l'estero (soprattutto verso l'America), a scapito delle campagne che vengono abbandonate.
 
Congresso di Roma 1921
Il movimento fascista divenne partito nazionale fascista. All’incapacità dei liberali, si unì l’indebolimento del PSI per la scissione nel PCI, i cui maggiori esponenti erano Turati e Matteotti. Sotto la minaccia di un colpo di stato, Mussolini ottenne dal re l’incarico di formare il governo che divenne partito di regime. Istituì il gran consiglio del fascismo e nel 1923, con una truffa vinse le Elezioni ’24. Matteotti, in un discorso coraggioso, denuncia i brogli fascisti, firmando così la sua condanna a morte nel giugno 1924. Dopo il delitto le opposizioni lasciarono la Camera realizzando la “secessione dell’Aventino”. Fu creato il Tribunale Speciale, si rafforzarono i legami con il Vaticano e gli imprenditori (per ottenere il consenso delle grandi masse). Col sostegno di industriali e gli agrari sconfisse il movimento operaio. In campo economico favorì la grande industria e lo sviluppo capitalistico delle forze produttive. Mussolini attuò lavori pubblici, la bonifica integrale, e contribuì al processo di unificazione nazionale. Nel ’26 il regime intervenne massicciamente nella produzione, per evitare un eccesso di importazioni (autarchia) e creo l'IRI ente statale col compito di salvare le imprese in difficoltà, controllandone direttamente la gestione.
Nel ’29 Patti Lateranensi
vennero firmati dove l’Italia riconosceva il Vaticano con Pio XI stato indipendente, dichiarava la religione cattolica religione di stato.
Nel ’36 Asse Roma-Berlino
L'Italia stringe il patto con la Germania e nel ‘37 vi aderisce anche il Giappone. Nel ’39 diventa PATTO D’ACCIAIO.
Seconda guerra mondiale (39-45)

Il conflitto cominciò nel settembre 1939 con l'invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, allargatosi progressivamente con l'entrata in guerra di Gran Bretagna, Francia, Italia, Unione Sovietica, Giappone, Stati Uniti e altri paesi, europei e non. Si concluse in Europa l'8 maggio 1945 con la resa incondizionata del Terzo Reich e nell'area del Pacifico il 15 agosto dello stesso anno con la capitolazione dell'Impero giapponese che subì pochi giorni prima gli unici due bombardamenti atomici della storia. Continua a leggere gli approfondimenti su Wikipedia.


Nel luglio del ’43 arresto di Mussolini

il Re Vittorio Emanuele III faceva arrestare Mussolini proclamando la definitiva caduta del fascismo. Il Re da incarico di governo al generale Badoglio. Mussolini liberato dai tedeschi proclama la Repubblica di Salò (governo fantoccio) che vedrà la propria caduta con l’uccisione di Mussolini nell’aprile del ’45.

Dopo la seconda guerra mondiale
 
Dopo la seconda guerra mondiale, molti stati europei devono ricostruire un assetto morale e sociale interno, riconvertire le industrie, reintegrare i soldati nel tessuto sociale e le donne che avevano sostituito gli uomini nelle fabbriche, inoltre si deve combattere i traffici illegali dovuti alla scarsità di lavoro. 

Prima Guerra Mondiale

di marghette (16/09/2004 - 17:14) |

La partecipazione italiana
Disfatta di Caporetto 1917
L'Italia entra ufficialmente il 24 maggio 1915. Ci furono 11 battaglie che impegnarono il nostro esercito intorno all'Isonzo e la principale, nonché definitiva, fu quella del 24 ottobre quando gli austro-ungarici e i tedeschi sfondarono il fronte dell'Isonzo convergendo su Caporetto e accerchiarono l'Armata Icomandata da Badoglio. Cadorna venne sostituito dal generale Armando Diaz, dopo che la ritirata si stabilizzò definitivamente sul fiume Piave. Gli italiani, decimati, furono costretti, a chiamare al fronte i Ragazzi del '99, appena diciottenni.
Armistizio a Villa Giusti 1919
Gli austro-ungarici fermarono gli attacchi in attesa della primavera del 1918 ma, con i popoli dell'impero asburgico sull'orlo della rivoluzione, l'Italia anticipò l'offensiva prevista e da Vittorio Veneto, attaccarono il 23 ottobre 1919. Il 29 ottobre l'Austria-Ungheria si arrese. Il 3 novembre, a Villa Giusti, presso Padova l'esercito dell'Impero firmò l'armistizio.
Nel 1921 al Giolitti successe Bonomi il quale costituì un governo di coalizione fra liberali, popolari, socialriformisti e a Bonomi successe l’ultimo liberale, Facta.
 
La percezione nel mondo

La percezione della guerra nel 1914 era quasi romantica, e la sua dichiarazione venne accolta con grande entusiasmo da molte persone. La visione comune era che sarebbe stata una breve guerra di manovre, con poche azioni e invece fu guerra di trincea. Si usarano gas al cloro, i primi carriarmati, mitragliatrici e lanciafiamme, i sottomarini tedesci (U-Boot) che affondarono il transatlantico Lusitania americano (provocando l'ingresso degli US il 6 aprile 1917 con Presidente Woodrom Wilson e tenente colonnello Patton).
Rivoluzione Russa, marzo 1917
L'insoddisfazione nei confronti della condotta di guerra del governo russo crebbe e portò alla rivolta e le dimostrazioni di San Pietroburgo (ribattezzata Pietrogrado per abbandonare il toponimo germanico) culminarono con l'abdicazione di Nicola II. Il malcontento venne usato strategicamente dal Partito Bolscevico, guidato da Vladimir Lenin, allo scopo di prendere il potere.

Quadro storico-politico italiano, nell'900

di marghette (12/09/2004 - 15:58) |

 
INIZI DEL 900
Successivo a Crispi e Di Rudinì - Giovanni Giolitti
Dal 1903 (salito in carica una prima volta nel 1892) fino al 1914, salvo brevi interruzioni, si ebbe il suo governo stabile, moderato. Rimase sia nella fase di sviluppo industriale durata fino al 1907, sia nella fase di crisi culminata col 1913. Nel 1912, anno in cui si ebbe il suffragio universale, il PSI era intimamente diviso ed indebolito in merito alle questioni di guerra. Il socialista rivoluzionario Mussolini e il repubblicano Nenni promossero forti agitazioni di piazza.
1914 grande successo socialista
Giolitti si dimette e gli successe Calandra passato alla storia per le repressioni di quel periodo denominate come “settimana rossa”.
Gli stati balcanici auspicavano all'indipendenza e sperarono in un aiuto della Germania che non voleva che la Russia ottenesse uno sbocco sul mare. Quando l'Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia nel luglio del 1914, in seguito all'attentato da parte del nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip a Sarajevo, contro l’erede al trono asburgico l'arciduca Francesco Ferdinando, la Russia intervenne. La Germania dichiarò guerra alla Russia e alla Francia. Volendo attaccare da nord, la Germania invase il Belgio - alleato inglese - che chiamò l'ingresso di questi ultimi.
Il governo italiano con Salandra dichiarò la neutralità, entrando successivamente (il 24 maggio 1915) ma al fianco dell'Intesa e contro l'Austria-Ungheria perchè la ricompensa (stabilita nel patto di londra 1915) era maggiore.
Gli interventisti erano uomini di politica (socialisti come Bonomi, Bissolati e Mussolini) e intellettuali (come Marinetti, Filippo Corridoni, D'Annunzio), i neutralisti in minoranza erano giolittiani e cattolici.
Il comando delle forze armate italiane fu affidato al generale Luigi Cadorna.

Quadro storico-politico italiano, nell'800

di marghette (12/09/2004 - 15:48) |

META' 800
 
Destra Storica e Unità d'Italia
Successivo a Cavour- 1861 Bettino Ricasoli
Statista, uomo d'azione, proseguì i contatti con il pontefice Pio IX cercando un contatto con la santa sede (era molto religioso) ma fallisce.
 
 
1862 Urbano Rattazzi
Fino ad allora era a capo dell'opposizione. Nello stesso anno in cui sale al governo Rattazzi, Garibaldi recluta una spedizione per riconquistare il Veneto. Le sue truppe sono sciolte con la forza e Garibaldi punta un’azione verso Roma. I soldati del re si scontrano sull’Aspromonte. Rattazzi si dimette e fu sostituito da Luigi Carlo Farini. Da Torino, la capitale italiana fu spostata a Firenze dal '65 al '70.
Nel 1867 di nuovo in carica Rattazzi
Garibaldi fa vari tentativi ed infine a Mentana nel 1867 viene battuto dalle truppe francesi. La liberazione di Roma ci fu solo dopo la sconfitta della Francia sotto i colpi prussiani nel conflitto franco-prussiano del 1870. Il 20 settembre 1870 le truppe italiane comandate dal generale Cadorna entrarono a Roma occupandola (Breccia di Porta Pia) e il papa Pio IX si ritira. Roma diventa capitale.
Dal 1867 al 1876 si succedono 3 governi di destra
L'ultimo governo di destra è quello di Minghetti che raggiunge il pareggio di bilancio, con un sistema fiscale pesante per le masse. Dopo di lui, sale al governo la sinistra giovane: un insieme di forze eterogenee che univa i gruppi della sinistra storica piemontese moderati guidati da agostino Depretis, dalla sinistra un tempo repubblicana di fede mazziniana ex garibaldini, ex democratici con Cairoli, Zanardelli e Crispi.


FINE SECOLO
 
Sinistra giovane
Agostino Depretis 1876
Discepolo di Mazzini, affiliato alla Giovane Italia, prese parte ai Moti. Attuò il trasformismo per ottenere i consesi e inaugurò la politica coloniale italiana (di insuccessi p. e. Adua). Attuò anche la riforma elettorale x estendere il suffragio, combattè analfabetismo. Nel 1882 stipulò la TRIPLICE ALLEANZA con la Germania di Bismarck e l'Austria per contrastare la Francia - astio per Alsazia e Lorena -. Infatti la Francia è in INTESA con l'inghilterra anch'essa conflittuale con la Germania per il predominio navale e sulle colonie. La triplice alleanza era successiva alla santa alleanza del 1815 tra russia austria e prussia - . Nel 1882 nasce il partito socialista italiano (poi sciolto da Depretis) su influenza delle idee dell'anarchico Bakunin e nel 1889 Turati fonda a Milano la Lega Socialista. Il Partito socialista italiano nasce nel 1895 sulla base di un programma ispirato al marxismo. L'esigenza di questo partito parte dallo sviluppo della produttività, dei vari settori industriali che rafforzarono notevolmente il nord lasciando indietro il sud agricolo che fino ad allora conservava il primato della produttività. 
 
1887 Francesco Crispi
Statista, divenne premier dopo la morte del Depretis. Accentrò tutti i poteri nelle sue mani (era ministero degli esteri e degli interni). Fece attuare il codice Zanardelli del 1889: abolizione pena di morte, rese libero lo sciopero, ma sotto un forte quadro autoritario e repressivo. Nel 1891 cade il governo e va Di Rudinì.

Perché un pò di storia?

di marghette (12/09/2004 - 12:09) |

Per comprendere il tipo di produzione artistica e in particolare letteraria, del nostro Novecento, è importante conoscere il quadro storico-politico non solo di quegli anni di grandi mutamenti, ma anche dell'800 italiano. In quel secolo, infatti, l'Italia riesce a ottenere finalmente l'indipendenza dallo straniero e a maturare un'identità di Stato.

In quegli anni si formano le grandi alleanze che porteranno agli schieramenti contrapposti durante le due guerre mondiali e si getteranno le basi dei principi costituzionali.

Nell'800 i poeti e letterari che provenivano da esperienze illuministe (dove dominava l'intelletto sul sentimento ed aleggia un compiacimento neoclassico) iniziarono con l'interpretare le aspirazioni e le idee dei lettori/delle masse. Più che sulla scienza, come era accaduto nel secolo precedente, l'attenzione si sposta sulle volontà del popolo, sulla sua condizione sociale. I fervori, letterari e non solo, si sviluppano a partire dalla Germania. Si inizia a parlare di patriottismo, eroismo, sentimentalismo.
Al Romanticismo seguirà un movimento più crudo e di denuncia sociale quale il Realismo.

 

'800 - INIZIO SECOLO Il Risorgimento

Moti del 1820-21
L'Italia era divisa in innumerevoli staterelli sotto più dominazioni. Cresce il bisogno di identificarsi in un popolo, in una nazione e sulle scintille partite con i moti carbonare del 20-21 a Parigi anche in Italia ci si organizza in movimenti insurrezionali come la Giovane Italia voluta da Giuseppe Mazzini. 
Moti del 1848
I successivi moti del 48 costrinsero Carlo Alberto di Savoia a concedere lo STATUTO ALBERTINO che prevedeva un parlamento eletto a suffragio.
Guerra di Crimea 1854
Fu solo grazie a Cavour e la Guerra di Crimea che la situazione di frammentazione e assoggettazione dell'Italia viene alla luce (offre l'alleanza del Piemonte alle grandi potenze Francia e Gran Bretagna che combattevano contro la Russia, che tentava di espandersi nella penisola balcanica).
 
1860 spedizione dei mille
Garibaldi fremeva per ottenere qualche risultato e organizza lo sbarco a Marsala. Garibaldi, fermato, fece dono a Vittorio Emanuele II del sud Italia, portando così ad una parziale riunificazione della penisola. Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II venne proclamato Re d'Italia, nello stesso anno morì Cavour.
Gli eredi furono coloro che formavano la destra storica (Sella, Lanza, La Marmora, Ricasoli). 

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