Tra i protagonisti indiscussi del nostro '900, Pasolini, Totò e Modugno.
Li troviamo in questo episodio di Capriccio all'Italiana di Pier Paolo Pasolini, insieme a Ninetto Davoli, Franco e Ciccio.
Tantissime sono le citazioni artistiche (Velázquez, Caravaggio), oltre alla rivisitazione dell'opera Otello.
Questa fu anche l'ultima pellicola cinematrografica in cui apparse Totò.
Domenico Modugno interpreta la parte dello spazzino.
Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita

Paura dei tuoi occhi,
di quel vertice puro
entro cui batte il pensiero,
paura del tuo sguardo
nascosto velluto d'algebra
col quale mi percorri,
paura delle tue mani
calamite leggere
che chiedono linfa,
paura dei tuoi ginocchi
che premono il mio grembo
e poi ancora paura
sempre sempre paura,
finchè il mare sommerge
questa mia debole carne
e giaccio sfinita
su te che diventi spiaggia
e io che divento onda
che tu percuoti e percuoti
con il tuo remo d'Amore.
Alda Merini
La sua poetica, fatta di ardente visionarietà e profonda, ma al tempo stesso sommessa, inquietudine, la colloca tra le maggiori autrici del Novecento e dei primi anni 2000. Giacinto Spagnoletti sarà il primo a pubblicarla nel 1950, nell'Antologia della poesia italiana 1909-1949, con le poesie Il gobbo e Luce. Nel 1951, su suggerimento di Eugenio Montale e della Spaziani, l'editore Scheiwiller stampa due poesie inedite dell'autrice in "Poetesse del Novecento".
Scrive le venti poesie-ritratti de "La gazza ladra" (1985) e testi per Pierri. Porta a termine "L'altra verità. Diario di una diversa" al quale seguiranno "Fogli bianchi" nel 1987 e "Testamento" (del 1988).
Nel 1993 le viene assegnato il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale" per la Poesia, premio che la consacra tra i grandi letterati contemporanei e la accosta a scrittori come Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Franco Fortini.
Da ricordare il volume edito da "l'Incisione", "Alda Merini", che contiene poesie inedite della poetessa e disegni dell'artista Aligi Sassu, opere stampate su torchio in litoserigrafia.
Nel 2003 e 2004 viene pubblicato dall'Einaudi "Clinica dell'abbandono" con l'introduzione di Ambrogio Borsani e con uno scritto di Vincenzo Mollica.
Fonte Wikipedia
La fama di autori come Pascoli (1855-1912), Carducci (1835-1907) e D’Annunzio (1863-1938) é molto diffusa, ma nelle loro opere si avverte solo qualche segno di rinnovamento rispetto alle correnti del Novecento. Pascoli e D’Annunzio sono esponenti del Decadentismo italiano, anche se con posizioni ed esiti molto differenti. In generale viene rinnegato il linguaggio poetico tradizionale sostituendo alla descrizione l'evocazione, dissolvendo così la realtà. Ma il cambiamento più evidente nel Novecento si ha con l'Ermetismo e il Neorealismo.
All’inizio del Novecento si affermarono due autori Luigi Pirandello (1867 - 1934) e Italo Svevo (1861 - 1928) nelle cui opere si avvertiva la ricerca di una risposta al perché della vita dell’uomo talvolta costretta in condizioni difficili. Nelle novelle viene rappresentato il ceto medio borghese, spesso il romanzo non ha un ordine cronologico ne é orientato verso una fine.
Con l’Ermetismo si formò un gruppo di poeti e critici letterari che elaborarono un preciso programma poetico, richiamandosi all’opera di Ungaretti (1888-1970), e, in minor misura, di Montale (1896-1981). Si tratta di un orientamento nettamente antirealistico, che determina l’uso di un linguaggio difficile e pretenzioso, lontanissimo dall’uso comune.
Molti critici del tempo, tra cui Benedetto Croce (1866-1952), rimproveravano agli Ermetici il loro distacco dalla realtà, la perdita di controllo col pubblico, la loro apparentemente rinuncia a comunicare; ma questi atteggiamenti non sono altro che il riflesso della condizione d’isolamento vissuta da molti intellettuali durante il fascismo.
Ungaretti é considerato il maggior rappresentante di questo nuovo indirizzo della poesia italiana, che fin dall’inizio é stato oggetto di critiche e di incomprensioni, soprattutto a causa delle difficoltà interpretative che pone al lettore.
Quando si può iniziare a parlare di poesia del Novecento?
Molti critici letterari hanno dato differenti e contrastanti pareri nel tracciare una linea netta di demarcazione eppure già tra la fine dell'Ottocento e la prima guerra mondiale, ci fu un decisivo cambiamento sia nel linguaggio sia nei temi ricercati.
In quegli anni, infatti, si avvertì un generale senso di disfacimento e smarrimento, soprattutto tra gli intellettuali francesi, i cui atteggiamenti vennero definiti - con una accezione negativa - con il termine di "decadente".
In base alle premesse decadentistiche il mistero della realtà può essere penetrato solo grazie all'intuizione ed alle doti interpretative e divinatorie dell'artista la cui anima, sa fondersi nell'anima universale, al servizio della quale i decadentisti posero una vita che spesso fece dell'eccesso e della trasgressione una regola. A capo del movimento fu eletto Charles Baudelaire. I decadentisti negarono all'arte ed alla poesia in particolare, ogni fine pratico. Ad esempio Rimbaud e Mallarmé, poeti decadenti, rinnegarono il linguaggio poetico tradizionale sostituendo alla descrizione l'evocazione, dissolvendo così la realtà. Il termine decadente comparve in un sonetto di Paul Verlaine, uno dei poeti maledetti che nel 1883 pubblicò "Languer".
Tale concezione della vita d'arte e culto esasperato della bellezza, generò l'estetismo decadente, nel quale confluirono l'ideale di bellezza suprema ed esagerata, il rifiuto della società borghese e dei valori di massa ad essa collegati. Il vero inizio del Decadentismo italiano si ebbe con Pascoli e D'Annunzio, anche se con posizioni ed esiti molto differenti. In Europa il movimento fu denominato infatti Simbolismo.
Il Simbolismo è una poetica in cui si procede per simboli: attraverso l’intuizione il poeta descrive nei particolari l’universale, nel finito l’infinito. All'esperienze del simbolismo si rifaceva l'ermetismo (uno dei più importanti movimenti letterari del '900), essenzialmente fiorentino e l'organo ufficiale fu la rivista Campo di Marte, diretta da Alfonso Gatto e Vasco Pratolini. Il simbolismo si espresse anche nell'arte.
Il nome "ermetico" fu usato per indicare una poesia caratterizzata da una voluta oscurità dovuta ad un procedimento analogico esasperato.Il termine ermetismo si dice che sia anche stato coniato facendo riferimento al Dio greco Ermes. Così affermatosi finì col denotare una poesia che rifiuta il grande pubblico, è destinata a pochi eletti ed è concepita come rivelazione. L'ermetismo esordì negli anni Venti e si sviluppò negli anni tra il 1935 ed il 1940. Con "ermetico" si indicò un modo apparentemente oscuro di far poesia e quegli scrittori che si mostravano non impegnati e privi di riferimenti alla realtà. Il legame tra gli ermetici è costituito dalla ricerca di una nuova poesia, gli ermetici restarono estranei alla cultura genericamente idealista del tempo e furono accusati di non essere impegnati, e di essere astratti.
Nel ’36 Asse Roma-Berlino
Il conflitto cominciò nel settembre 1939 con l'invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, allargatosi progressivamente con l'entrata in guerra di Gran Bretagna, Francia, Italia, Unione Sovietica, Giappone, Stati Uniti e altri paesi, europei e non. Si concluse in Europa l'8 maggio 1945 con la resa incondizionata del Terzo Reich e nell'area del Pacifico il 15 agosto dello stesso anno con la capitolazione dell'Impero giapponese che subì pochi giorni prima gli unici due bombardamenti atomici della storia. Continua a leggere gli approfondimenti su Wikipedia.
Nel luglio del ’43 arresto di Mussolini
Gli austro-ungarici fermarono gli attacchi in attesa della primavera del 1918 ma, con i popoli dell'impero asburgico sull'orlo della rivoluzione, l'Italia anticipò l'offensiva prevista e da Vittorio Veneto, attaccarono il 23 ottobre 1919. Il 29 ottobre l'Austria-Ungheria si arrese. Il 3 novembre, a Villa Giusti, presso Padova l'esercito dell'Impero firmò l'armistizio.
La percezione della guerra nel 1914 era quasi romantica, e la sua dichiarazione venne accolta con grande entusiasmo da molte persone. La visione comune era che sarebbe stata una breve guerra di manovre, con poche azioni e invece fu guerra di trincea. Si usarano gas al cloro, i primi carriarmati, mitragliatrici e lanciafiamme, i sottomarini tedesci (U-Boot) che affondarono il transatlantico Lusitania americano (provocando l'ingresso degli US il 6 aprile 1917 con Presidente Woodrom Wilson e tenente colonnello Patton).
L'insoddisfazione nei confronti della condotta di guerra del governo russo crebbe e portò alla rivolta e le dimostrazioni di San Pietroburgo (ribattezzata Pietrogrado per abbandonare il toponimo germanico) culminarono con l'abdicazione di Nicola II. Il malcontento venne usato strategicamente dal Partito Bolscevico, guidato da Vladimir Lenin, allo scopo di prendere il potere.





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